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Storia della Città di Caiazzo

Viva a Itália !!

U n' antica leggenda narra che Caiazzo fu edificata da Calata, ninfa del paese, figlia di Tifata, ardentemente amata da Volturno, venuta in questo luogo per sfuggire all'ira del padre.
Altri la dissero edificata dai discendenti di Noè i quali, dopo il diluvio universale, passarono in Italia e, temendo un nuovo diluvio, prescelsero siti alti sui monti e sui colli.
L'opinione più probabile e più comune afferma che Caiatia fu fondata dagli Osci tra il IX e l' VIII secolo a. C, il che è confermato dai resti ancora ben conservati di alcuni tratti delle mura pelasgiche.
Fu occupata dagli Etruschi nel 93 a. C, scacciati dai Sanniti,che ne divennero i padroni nel 322 a.C; in seguito fu nemica dei Romani e poi alleata.
Divenne Municipio e si governò con leggi proprie.
Patria di Aulo Attilio Caiatino, che fu censore e tribuno della plebe e, per ben due volte, console e dittatore in Roma, la Città subì gravissime distruzioni ad opera di orde barbariche di Vandali, Goti e Saraceni.
Nel IX secolo, durante il dominio longobardo, fu edificato il Castello.
I Normanni si sostituirono ai Longobardi e il Conte di  Caiazzo Rainulfo, che partecipò alla prima Crociata con molti Caiatini, al ritorno donò alla Città, come stemma, le insegne adottate in guerra.
Ai Normanni si sostituirono gli Svevi e nel 1229 la Città ospitò  Federico II e Pier della Vigna, Logoteta dell' Imperatore, che fondò in Caiazzo la Corte dei Conti.
Il dominio passò poi agli Angioini e successivamente ad Alfonso d' Aragona che   donò il Castello a Lucrezia d'Alagno, sua favorita.
Nel 1656 la peste spopolò la città.
Nel 1707 ci fu l'occupazione austriaca.
Nel 1820 la Carboneria si diffuse anche in Caiazzo e molti Caiatini vi si affiliarono.
Le riunioni segrete si tenevano nel convento dei Cappuccini.
Il 25 ottobre del 1860, secondo lo storico Briguglio, avvenne nei pressi di Caiazzo lo storico incontro tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II.
Durante la seconda guerra mondiale, in particolare dalla fine del 1942 al 1944, la Città fu molto provata da continui bombardamenti e pagò un
notevole contributo di sangue.
Il 13 ottobre del 1943, in località " Montecarmignano", furono trucidate dalle truppe tedesche in ritirata, 22 persone, tra cui bambini, donne e vecchi.

Cenne  Geografici

Adagiata su  amene colline frammezzate da fertili valli e verdeggianti declivi ricchi di uliveti e boschi lussureggianti, Caiazzo è dominata dall'antico e maestoso castello e ai suoi piedi, a sud, serpeggia il fiume Volturno.
Situata al centro di un sistema montuoso che le fa corona, gode, per la sua posizione geografica, di un clima particolarmente gradevole: fresco d'estate e mite d'inverno.
La città si estende per Kmq 32,92 tra un 'altitudine massima di  471,20m/lm ed una minima di 22,70.
Confina a nord con Alvignano e Ruviano; a sud con la frazione di Cesarano, attraversata dal fiume Volturno; a est con Castel Campagnano; a ovest con Piana di Monte Verna.
E' circondata dai monti del Matese, del Taburno, del Tifata.
Comprende le frazioni di SS. Giovanni e Paolo, in collina a nord - est, e Cesarano, a sud, in zona pianeggiante.
Conta circa 6000 abitanti.

Patrimônio Artístico

Caiazzo è una tranquilla e ridente cittadina, ricca di testimonianze storiche, di bellezze artistiche e naturali.
Passeggiando per le strade, le piazzette e i vicoli suggestivi dell'antico borgo, si possono ammirare lapidi romane, murazioni megalitiche di età osca, palazzi gentilizi di epoca rinascimentale con portali in pietra e stemmi, monumentali chiese (chiesa di S. Apollonia, di S. Francesco, di Maria SS. Assunta, dell'Annunziata, dell'Immacolata Concezione, di S. Nicola de Figulis, di S. Pietro del Franco,di S. Maria delle Grazie), bellissime cappelle (di S.Agnese,  del SS. Rosario, di S.Maria di Costantinopoli e S. Maria del Soccorso)e antichi conventi (dei Cappuccini, delle Clarisse, di S. Francesco, di S. Maria delle Grazie) .
Le  piazze principali di Caiazzo sono due: Piazza Portovetere, dove vi sono i giardini pubblici, e Piazza Giuseppe Verdi su cui si affacciano il palazzo vescovile e la Cattedrale.
La Cattedrale è la chiesa principale ed è dedicata alla Madonna Assunta.
Fu costruita sui resti di un antico tempio pagano, infatti alcuni studiosi affermano che nei capitelli delle colonne, oggi incorporate nelle strutture portanti della Chiesa, erano scolpite figure pagane.
Acquistò l'attuale fisionomia strutturale nel XVIII secolo.
Vi si possono ammirare artistici stucchi, tele e affreschi preziosi.
La torre campanaria risale al 1850 e fu costruita in seguito al crollo per terremoto dell'antico campanile cinquecentesco.
Menzionare le innumerevoli bellezze artistiche di questa città, illustrandole brevemente, è riduttivo.
Occorre visitare Caiazzo per godere appieno della pace che regna in  quest'oasi incontaminata e apprezzarne realmente le bellezze molteplici e suggestive.

Lo Stemma

Una croce rossa in campo azzurro.
Ai lati della croce quattro gigli d'oro.
Sopra, una corona reale e nel mezzo due mani congiunte col motto: TA PRO.
Pare che questo stemma, per ciò che riguarda la croce rossa in campo azzurro coi quattro gigli d'oro, abbia avuto origine dal fatto che Rainulfo, Conte di Caiazzo, prese parte alla prima Crociata con Boemondo e Tancredi, conducendo con sé molti  Caiatini.
La corona reale che sormonta lo stemma e il motto ta pro
furono aggiunti al tempo dei Re Aragonesi, verso i quali Caiazzo fu fedelissima.
( Nell'epigrafe murata a Portavetere, dopo aver menzionato Ottavio Augusto, Re Ruggiero, Federico II, Alfonso d'Aragona, si aggiunge:
" Qui olim, Confisi eius civium fidelitati, Eam incoluerunt.")
Il senso del motto si comprende tenendo conto della corona e delle mani congiunte, di cui la prima indica il premio della fedeltà, rappresentata dalle seconde:" Coronate pro Fide "

Tradizioni – Manifestazioni

Caiazzo conserva ancora oggi alcune tradizioni ed usi le cui origini sono antichissime.
Va ricordata l'imponente processione che si tiene il 29 ottobre in onore Del Santo Patrono.
Il busto in argento del Santo Vescovo Stefano, preceduto da altre statue di Santi, dal Vescovo e dal Clero di tutta la Diocesi e seguito dalle autorità e da buona parte del popolo caiatino, viene portato in processione per le vie della Città.
Molto commovente è anche la processione del Venerdì Santo che si svolge di sera per le antiche vie di Caiazzo.
Gli uomini seguono la statua, portata a spalla, di Gesù morto, mentre le donne accompagnano la statua della Madonna Addolorata.
Per la processione del Corpus Domini le strade del paese vengono tappezzate di fiori e ramoscelli di mirto che compongono suggestive e profumate immagini sacre, mentre dai balconi pendono pregiati copriletti ricamati a mano o realizzati all'uncinetto con grande abilità dalle donne caiatine che, numerose, si dedicano ancora a quest'arte.
Fra le più antiche tradizioni va menzionata anche la Fiera della Maddalena.
Molto probabilmente essa fu istituita ai tempi della costituzione della Diocesi di Caiazzo.
Siccome a quei tempi era patrona della Diocesi S. Maria Maddalena, festeggiata il giorno 22 luglio, fu scelto quel giorno come data per riscuotere ed estinguere debiti.
Contadini, artigiani, parroci dei trentasei Casali della Diocesi, si recavano a Caiazzo a piedi o con mezzi di fortuna.
Molti arrivavano con greggi e bestiame vario e vendevano o compravano quanto loro occorreva.
Per i numerosissimi artigiani di Caiazzo quella era l'occasione buona per vendere i loro prodotti e poter pagare, col ricavato, tasse e debiti.
Fu istituita così la Fiera della Maddalena e ancora oggi ha luogo, tra il 18 e il 24 luglio di ogni anno.
Per l'occasione le vie, le aree interne ed esterne della cittadina, le piazzette, i piccoli locali  a pianoterra e i vicoli dell'antico borgo, ospitano gli espositori che accorrono sempre numerosi.
I settori espositivi sono svariati: agricoltura (zootecnia, macchine e prodotti agricoli, piante e fiori), arredo, corredo, artigianato artistico, informatica, autoveicoli.

Il Santo Patrono

I l ventinove ottobre, a Caiazzo, si celebra la festa di S. Stefano, patrono della città.
Il grande Santo nacque nel 935 in un villaggio che sorgeva nella zona dei Lagni e che prese poi il nome di Macerata Campania, presso S. Maria Capua Vetere (CE), da Giovanni Menecillo e da Guisiberta.
Fin da piccolo fu esempio di bontà per tutti.
A 44 anni divenne Vescovo di Caiazzo e amò molto il suo popolo.
Non conosceva riposo: predicava, ammoniva, correggeva, consolava, soccorreva.
Non aveva che un pensiero: salvare le sue "pecorelle".
I buoni effetti non tardarono a mostrarsi poiché, mentre continue lotte dilaniavano i paesi vicini, una dolce pace avvolgeva Caiazzo.
S. Stefano operò moltissimi miracoli durante la sua vita, come quello del 982.
Il Santo amministrava la Comunione ad una grande folla, nella Cattedrale, quando una colonna di marmo cadde sulla massa dei fedeli senza arrecare alcun danno.
Fu il primo miracolo di una lunga serie.
L'anno successivo, il giorno di Pasqua, si verificò un altro evento prodigioso.
Il Santo aveva celebrato i divini misteri, poi aveva affidato il calice, che secondo l'uso dei tempi era di vetro, ad uno dei chierici per farlo pulire.
Forse il chierico dovette mettere troppa forza nel tergere il fragile oggetto perché questo si ruppe in mille pezzi.
S. Stefano vide, giunse le mani in preghiera ed il calice ritornò integro, tra lo stupore di tutti.
Tanti prodigi, soprattutto guarigioni miracolose, si manifestarono anche dopo la morte del Santo, avvenuta il 29 ottobre del 1025, a 88 anni.
L'eco di questi miracoli destò la fede e la speranza in migliaia di cuori; suscitò fervore, entusiasmo, carità, e il culto di S. Stefano, nei secoli che seguirono, non venne mai meno.
Il suo corpo è deposto nella nostra Cattedrale, dove ancora si onora con grande affetto e devozione.
Nella cappella a Lui dedicata si può ammirare un grande quadro del
Ferrazzano che raffigura l'Angelo tutelare della nostra Città mentre trattiene la mano armata dell' Angelo sterminatore, additandogli Stefano che prega Gesù di risparmiare Caiazzo e tutti i Caiatini dai divini castighi.

Il Castello

Domina la città il maestoso castello, costruito nel IX secolo sulle rovine della rocca, probabilmente da Landone Matico.Esso fu dimora di Gastaldi e Conti Longobardi, poi residenza di Normanni e Svevi.
Nel 1239 ospitò Federico II e Pier della Vigna.
Alfonso d’Aragora vi soggiornò spesso, avendolo donato, insieme alla città, all'amata Lucrezia d’Alagnoe per lei fece costruire la "Torre Maestra".
Giovan Battista Marino compose nel castello il suo poema"Adone". Vi soggiornò anche Torquato Tasso.
La Cappella, edificata nel 1116 da Roberto, Conte di Caiazzo,fu rifatta nel 1832 da Amerigo Corsi.

Portavetere

Purtavete è sempe u' stesso da tanta secule;a tutti quant piace:piccirilli, ruossi, mezzani e furastieri.
Quante cose à visto e sentute:
parole d'ammore, appiccichi e nciuci.
Quante generazioni à visto e crescere e pazzià.
Maronna, n'infinità!
A cosa cchiù bella è che nun invecchia mai,
rimane sempe gione, ma nun pe mezzo e l'amministrazione, ma pecchè è sulo isso u' centro e l'attrazione.
Purtavete nun u' tene nisciuno, l'ati paisi fanno piazze e monumenti,
ma pe cupià Purtavete nun ce vonno sulo i soldi,
ce vò pure u' spirito da gente.
Nel cuore della città di Caiazzo si apre la sua piazza più bella: Portavetere.
Come dice la giovane autrice dei versi in vernacolo, questa piazza è molto antica e ha visto generazioni di ragazzi giocare nei suoi due giardini pubblici; ha sentito tante parole d'amore e ha assistito ai bisticci dei fidanzatini che, com'è uso nel paese, s'incontrano la sera tra le aiuole dei "giardinetti".
Portavetere piace a tutti e infatti questa piazza è sempre affollata, a tutte le ore e in ogni stagione.
I forestieri che vi sostano ne rimangono affascinati e prima o poi vi ritornano.
Qualcuno ha tentato di ricostruire altrove questa piazza, ma ciò è impossibile perché Portavetere è inimitabile e ciò che la rende unica non sono solo le sue bellezze, ma anche lo spirito dei Caiatini.

 

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